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Il processo ipnotico e i fenomeni della trance Stampa E-mail
       Chi pratica l’ipnosi per qualsivoglia motivo o chi pratica l’ipnoterapia (detta anche ipnositerapia) ha come prima tappa da raggiungere quella di disorientare il cervello ragionante dell’ipnotizzando, attraverso il sovraccarico generato da particolari noiosi, o la confusione  prodotta con rotazioni fisiche, con sfioramenti o con  frasi paradossali che spiazzano il normale ragionamento, o anche ricordi/allusioni a situazioni che danno il via da subito al predominio del funzionamento cervello destro, facendo un uso del linguaggio in cui M.H.Erickson è stato un artista. Secondo lo schema ormai diventato classico che il maestro usava, in una seduta di ipnosi  occorre :
1.Fissare l'attenzione tramite qualsiasi cosa che attragga e mantenga l'attenzione dell’ipnotizzando.
2.Depotenziare gli abituali schemi di riferimento e sistemi di credenze tramite distrazione,  sorpresa, dubbio, paradossi, confusione….
3. Sollecitare la ricerca inconscia. tramite implicazioni, domande, linguaggio analogico, metafore, racconti, aneddoti...
4. Favorire il processo inconscio  tramite la creazione di nuove associazioni
5. Favorire la risposta ipnotica tramite l'espressione di potenzialità di comportamenti e processi cognitivi che vengono sperimentati come se avvenissero da sé.
Ma questa è tecnica: la specificità dell’approccio ericksoniano è il “rapport” che costruiva con i pazienti, ed è interessante notare che nel suo lavoro si ritrovano tutti gli ingredienti che la recente ricerca neuro-fisiologica sta confermando per i neuroni specchio : empatia, alleanza terapeutica, osservazione e rispetto. La comunicazione con la persona in ipnosi è sempre a due vie, è una specie di ”danza a due”, in cui l’ipnoterapeuta coglie i più piccoli movimenti dell’ipnotizzato che rivelano i processi interni che egli sta mettendo in atto,  usa i suoi gesti e le sue parole, gli costruisce una specie di abito su misura. E’ un metodo che conta prevalentemente su mezzi verbali e paraverbali : intonazione della voce, sottolineatura analogica, pause, disseminazione e così via. Ed è l’ipnoterapeuta che si adegua al soggetto e va in trance vigile prima dell’altro.

       Un ipnoterapeuta non dimenticherà mai, dopo l’induzione, di fare una verifica della trance, e un suo approfondimento a seconda della fase e degli obiettivi che intende raggiungere, e una de-ipnotizzazione  che lasci comunque il terreno seminato per la successiva seduta. I suoi attrezzi di lavoro includono, oltre alla semina della trance già durante il colloquio, l’utilizzazzione di tutto ciò che viene dal soggetto ( cosa che riduce o elimina le cosiddette “resistenze”), l’adattamento alla singola persona, detto  tailoring tramite il ricalco e la guida e, ad un meta-livello, la convinzione che l’inconscio del cliente/paziente – a differenza dell’inferno freudiano del luogo del rimosso - ha tutte le risorse per poter guarire.Nella maggior parte delle trance, dice Erickson, la coscienza non è mai assente del tutto, ma assume un atteggiamento di osservazione: in parte il soggetto si perde nell'esperienza in atto, ma in parte l'Io osserva tranquillamente ciò che sta succedendo, come accade  in sogno”. Ed è questo che rende più facile al terapeuta  la via d’accesso all’inconscio attraverso suggestioni indirette. ”La trance non fa altro che permettervi di utilizzare tutte le cose che avete già imparato” (M.Erickson ). Questa è l’atteggiamento che può far superare le limitazioni apprese : chi ora soffre di fobie, per fare un esempio, ha vissuto un tempo in cui non si era inibita la vita con gli impedimenti psichici che questo disturbo comporta; allora, in trance, può essere portato in una distorsione temporale in cui ri-sperimenta cose di cui è stato capace, e, poi, può proiettarsi nel futuro  (pseudo-orientamento nel tempo), nel momento in cui il problema lo avrà superato. E può anche vedere se stesso come se fosse un altro, o tanti altri se stesso, in vari momenti  della propria vita (le sfere di cristallo) e fare nuove associazioni inconsce, ovvero, attraverso una ristrutturazione, ri-decidere, a livello profondo, come correggere e come ri-guadagnare il benessere perduto.


 

"Puoi sognare te stessa come una bambina piccola, chiedendoti chi sia quella bambina.
 
E puoi guardare quella bambina diventare più grande, settimana dopo settimana, mese per mese, anno per anno.
Finché alla fine puoi riconoscere chi sia quella bambina che sta crescendo."  

Tecniche di suggestione ipnotica  -  M.Erickson - E.Rossi - S.Rossi


 

 Nel linguaggio ipnotico di Erickson – come è chiaro da questa  citazione -  la dissociazione, l’amnesia, il falso orientamento nel tempo scorrono in maniera impercettibile : tutto passa quasi inosservato, sembra non avvenire niente di spettacolare, come invece ci si può aspettare dalle facce un po’ inquietanti di certi ipnotisti che in un week-end, o poco più, ti promettono di rivoltarti tutto. Quello ericksoniano è un approccio in cui è tutto naturale e rispettoso: con la tua volontà, non contro. La magia, in questo approccio, è dentro il soggetto e il terapeuta non fa le cose al posto suo, ma lo accompagna a usarle a suo vantaggio. Ci si trova, cioè, in una realtà “concordata“ con il terapeuta, la cosa avviene quasi spontaneamente e accade che si possa sperimentare come è possibile solcare il mare all’insaputa del cielo.
Durante il processo ipnotico vengono utilizzati processi che si verificano spontaneamente : con l’ipnosi ericksoniana, più che dare suggestioni, che da fuori possono entrare nel soggetto, si lavora con l’evocazione, ovvero con uno stimolo ad utilizzare ciò che è già patrimonio del soggetto e di cui, per una condizione temporanea, egli si impedisce di servirsi. Facciamo il caso delle amnesie: in normali situazioni quotidiane si possono verificare amnesie spontanee, perché ci distraiamo, perché ci riagganciamo a pensieri su cui eravamo concentrati prima, o perché si verifica una qualsiasi interruzione dei nessi associativi. Con l’ipnosi ericksoniana la suggestione di amnesia viene introdotta in modo speculare a quanto avviene in natura, spontaneamente : per evitare che il ragionamento cosciente reintroducesse i limiti appresi, Erickson spesso licenziava rapidamente il suo paziente alla fine della seduta, frequentemente molto lunga, senza chiedergli cosa fosse avvenuto dentro di lui durante la trance, anzi, per un po’, passava a parlare di tutt’altro, affinché il lavorio dell’ipnosi continuasse il suo percorso, come la parentesi che si instaura naturalmente tra il sonno e la veglia e che ci impedisce di ricordare la maggior parte dei sogni se non ci attardiamo deliberatamente nella fase intermedia per ricordarli. Questa parentesi stato-dipendente veniva utilizzata da Erickson per evitare di annullare quanto era ancora a disposizione della mente inconscia appena dopo l’uscita dalla trance. 


Fenomeni ipnotici

 

       I fenomeni ipnotici che si possono verificare spontaneamente o possono essere sollecitati durante la trance ipnotica ai fini terapeutici sono: Regressione o Progressione di età AmnesiaIpermnesia (capacità ampliata di ricordare dettagli) - Analgesia - Anestesia- Comportamento automaticoDissociazione - Catalessi - Allucinazione positiva o negativa - IdentificazioneRisposte ideosensorie e ideomotorie - Distorsione temporale - Comportamenti da suggestioni post-ipnotiche.

       Nella pratica ipnotica sono a disposizione del professionista tanti modi diversi per operare un ’induzione di trance : ogni esperto seguirà il tipo di induzione  adeguato al destinatario, alla finalità dell’ipnosi, al modello cui si ispira e allo stadio di apprendimento dell’ipnosi da parte del cliente. Le varie tecniche, pur avendo tutte come obiettivo di favorire l’abbassamento delle funzioni critiche del soggetto e l’emersione del funzionamento del cervello immaginifico, cioè il cervello destro, possono agire con modalità verbali, non verbali (visive, tattili, sonore, posturali) e miste. Alcune di queste tecniche sono dirette, esplicite, confusive, rapide e anche autoritarie, cioè basate su comandi, come avviene per lo più nell’ Ipnosi da spettacolo; altre sono indirette, mascherate, permissive, anche conversazionali, ovvero non prevedono una induzione formale di trance, così che lo scivolamento nella trance da parte dell’interessato possa avvenire in modo sottile e quasi impercettibile. Le manovre per indurre la trance sono varie: si può sollecitare  il soggetto a fissare un punto in alto sul soffitto, o per terra; si possono fare gesti  (come  i passi magnetici di vecchia memoria mesmeriana), agitare due dita avanti e indietro o a destra e sinistra molto vicino agli occhi del cliente (induzione fulcro),  effettuare  dei leggeri toccamenti o sfioramenti della mano, del polso o della spalla per indurre la levitazione della mano, fissare attentamente lo sguardo del cliente ( è la fascinazione degli ipnotisti da spettacolo), fare una piccola pressione sui bulbi oculari del soggetto, o indurre la perdita di equilibrio facendolo ruotare in piedi e producendo un piccolo barcollamento (ma si può ottenere lo stesso risultato con tecniche di confusione anche solo verbali). Ci sono inoltre approcci più recenti che puntano a dare molto più spazio  alla prossemica e al linguaggio non verbale. Per fare un esempio l’ipnosi dinamica utilizza prevalentemente tecniche di induzione che sfruttano i risultati di ricerche sulla comunicazione non verbale : quando comunichiamo, la comprensione del messaggio da parte del destinatario è legata solo per il 7% alle parole, mentre il 38% lo è al tono di voce, e il 55% alla gestualità. La comunicazione non verbale associata al linguaggio è percepita dal soggetto in maniera istantanea e non necessariamente consapevole: è forte ed immediata (gesti, posture e tono di voce) a causa dei suoi legami con strutture neurali antiche che abbiamo in comune con gli altri animali.
 Per chi sta già facendo esperienza di apprendimento della trance concordata col suo terapeuta, il solo allungarsi nella long-chaise nel suo studio può trasportare l’interessato spontaneamente, o per semplice allusione dello psicoterapeuta, verso l’inizio dell’ultima seduta effettuata nello stesso ambiente o sullo stesso tema, ovvero  verso la re-induzione della trance per ricapitolazione.
 

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